Concluso lo stage, Rocca: “Monitoraggio su chi trova spazio nei club”
Vigilia azzurra
Spagna-Italia, a Elche penultimo test prima del Campionato Europeo
Alicante 25/03/2008
Dagli otto gradi di Milano ai 22 della spagnola Alicante: è stato un vero e proprio balzo di stagione quello che gli azzurri hanno fatto con il charter che li ha portati nella tarda mattinata di oggi in Spagna, in vista dell'amichevole di domani contro la Nazionale iberica. Il charter della Nazionale partito da Malpensa è atterrato a Alicante poco dopo le 13 e al loro sbarco i giocatori di Donadoni, oltre al calore di un centinaio di tifosi che li attendevano fuori dall'aeroscalo, hanno trovato anche la sorpresa di una condizione meteorologica più estiva che primaverile. Gli azzurri si sono trasferiti in pullman nel loro ritiro nella città balneare, a circa 30 chilometri da Elche, la cittadina che domani ospiterà Spagna-Italia e nel cui stadio, il Luis Valero, gli azzurri si sono allenati questo pomeriggio alle 18 per la prima volta. Quella di domani sarà la sfida numero 27 tra Italia e Spagna. Per gli azzurri finora 9 successi, 10 pareggi e 7 sconfitte. L'ultimo confronto risale all'aprile di quattro anni fa: 1-1 a Genova con i gol di Fernando Torres e Vieri nel giorno dell'addio di Roberto Baggio alla Nazionale. Per trovare l'ultima vittoria dell'Italia, invece, bisogna andare indietro di 14 anni, fino ai Mondiali del 1994 negli Stati Uniti. Luis Aragones, il tecnico spagnolo alle prese con una serie di defezioni, parla dell’Italia in termini più che positivi: “Le favorite dell’Europeo sono Italia e Francia. La Spagna non ha mai fatto grandi cose – ammette il tecnico - però siamo una squadra che, giocando al cento per cento, può battere chiunque. Ma allo stesso tempo può anche perdere. Arriviamo da un anno molto buono e speriamo di proseguire su questa strada”. Per Aragones, l’Italia è un modello da imitare: “Perchè ha giocatori di una categoria impressionante. Per me la nazionale migliore è il Brasile, ma subito dopo c'è l'Italia che gli assomiglia. Ho sentito dire che il calcio italiano è cattivo, che il campionato italiano è brutto. Io penso che è più rigoroso e che preferiscono non prendere gol piuttosto che farne sette, ma quando bisogna attaccare lo fanno e hanno un equilibrio importante nelle loro squadre. Rispetto al Mondiale in Germania, l'Italia non è cambiata molto, è sempre forte. Ha giocatori molto buoni, intelligenti e con un'ottima condizione fisica. Ci sono Pirlo, De Rossi e altri, gente che si impossessa del centrocampo; poi c’è Gattuso, uno che ci può insegnare cosa significa competere e cosa è il sacrificio in una partita”.

